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Generic Effexor Xr (Venlafaxine)
Effexor XR (venlafaxina) è un antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI). Agisce aumentando la disponibilità di questi neurotrasmettitori a livello delle sinapsi cerebrali, migliorando il tono dell’umore, l’ansia e i sintomi somatici associati. La formulazione a rilascio prolungato (XR) consente una monosomministrazione giornaliera e un profilo plasmatico più stabile.
Dose abituale per adulti: Depressione: la dose iniziale raccomandata è 75 mg una volta al giorno, da assumere al mattino o alla sera con il cibo. Se dopo 2‑4 settimane la risposta è insufficiente, la dose può essere aumentata a 150 mg una volta al giorno. Disturbo d’ansia generalizzato e disturbo da attacchi di panico: si inizia con 75 mg/die e si può aumentare gradualmente fino a 150 mg/die. Le capsule vanno deglutite intere, senza aprirle, masticarle o frantumarle. La sospensione deve essere graduale per ridurre il rischio di sintomi da astinenza.
Forma farmaceutica: Capsule a rilascio prolungato da 75 mg e 150 mg.
Inizio dell’azione: I primi miglioramenti dell’umore e dell’ansia possono manifestarsi entro 1‑2 settimane, ma l’effetto terapeutico completo si osserva generalmente dopo 4‑6 settimane di trattamento continuativo.
Durata dell’azione: Grazie al rilascio prolungato, l’effetto copre le 24 ore e consente la somministrazione una volta al giorno. L’emivita di eliminazione della venlafaxina è di circa 5 ore, ma quella del metabolita attivo O‑desmetilvenlafaxina è di circa 11 ore.
Raccomandazione sull’alcol: L’assunzione di alcol durante il trattamento con venlafaxina è fortemente sconsigliata: può potenziare gli effetti depressivi sul sistema nervoso centrale, aumentare il rischio di danni epatici e ridurre l’efficacia del farmaco. È necessario evitare le bevande alcoliche.
Effetti collaterali più comuni: Nausea (soprattutto all’inizio del trattamento), cefalea, secchezza delle fauci, insonnia o sonnolenza, vertigini, sudorazione eccessiva, stipsi, riduzione dell’appetito e disfunzioni sessuali. Può verificarsi un aumento della pressione arteriosa, pertanto è consigliato il monitoraggio nei pazienti a rischio. In rari casi possono comparire pensieri suicidari, specialmente nei giovani adulti nelle prime fasi della terapia.
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Che cos'è Effexor XR
Effexor XR è un antidepressivo a base di venlafaxina, un inibitore della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI). Le compresse a rilascio prolungato da 75 mg e 150 mg si usano per il trattamento della depressione maggiore, del disturbo d'ansia generalizzato, del disturbo di panico e della fobia sociale. Non è un ansiolitico al bisogno. Va preso tutti i giorni, con costanza, perché l'effetto terapeutico si costruisce nel tempo.
I primi miglioramenti possono comparire dopo 1-2 settimane, ma il beneficio pieno si valuta dopo 4-6 settimane. All'inizio, anzi, alcuni sintomi possono sembrare peggiori: più ansia, più irrequietezza. È normale e di solito passa. La dose iniziale abituale è 75 mg una volta al giorno. Se la risposta non basta, si sale a 150 mg, sempre una volta al giorno, sotto controllo medico. La compressa va deglutita intera, senza masticare né spezzare, perché il rivestimento a rilascio prolungato fa la differenza.
Meccanismo d'azione e farmacologia
La venlafaxina blocca la ricaptazione di due neurotrasmettitori: la serotonina e la noradrenalina. Aumentando la loro disponibilità nello spazio tra i neuroni, modula i circuiti cerebrali che regolano umore, ansia e risposta allo stress. A dosi basse prevale l'effetto sulla serotonina, a dosi più alte entra in gioco anche la noradrenalina. Questo doppio meccanismo la differenzia dagli SSRI classici, che agiscono solo sulla serotonina.
Il rilascio prolungato mantiene concentrazioni plasmatiche stabili nell'arco della giornata, riducendo i picchi che causano nausea e capogiri. La venlafaxina viene assorbita bene per via orale e metabolizzata nel fegato in un metabolita attivo, la O-desmetilvenlafaxina. L'eliminazione è prevalentemente renale. Nei pazienti con insufficienza renale o epatica può servire una riduzione della dose. Nei forti metabolizzatori del CYP2D6, i livelli sono più bassi, ma nella pratica clinica non si fanno test genetici di routine.
Come prendere Effexor XR
La compressa si prende una volta al giorno, al mattino o alla sera, ma sempre alla stessa ora. Va assunta con cibo, per ridurre la nausea. Non spezzatela, non masticatela, non scioglietela in acqua. Il rivestimento a rilascio prolungato serve a evitare picchi improvvisi. Se dimenticate una dose, prendetela appena vi ricordate, a meno che non manchino meno di 12 ore alla dose successiva. In quel caso saltatela e riprendete il ritmo normale. Non raddoppiate mai: un sovradosaggio può scatenare crisi serotoninergica o ipertensione grave.
La sospensione va fatta gradualmente, riducendo la dose nell'arco di settimane o mesi. Non smettete di colpo, anche se vi sentite meglio. I sintomi da sospensione — vertigini, nausea, insonnia, sensazione di scossa elettrica al cervello — sono frequenti e spiacevoli. Se il medico decide di interrompere, vi darà uno schema di riduzione.
All'inizio del trattamento, l'ansia può aumentare. Non è un segno che il farmaco non funziona, ma una reazione transitoria. Tenete duro per le prime due settimane, se riuscite. Parlate con il medico se i sintomi diventano insostenibili.
Effetti indesiderati di Effexor XR
La nausea è l'effetto più comune all'inizio, soprattutto nelle prime settimane. Prendere la compressa dopo un pasto aiuta. Poi vertigini, secchezza delle fauci, insonnia o sonnolenza, sudorazione eccessiva, stitichezza. La maggior parte di questi disturbi tende a ridursi con il tempo, ma la sudorazione e la secchezza possono persistere. Non sono pericolosi, ma possono essere fastidiosi.
La disfunzione sessuale è frequente: calo del desiderio, ritardo dell'eiaculazione, anorgasmia. È un effetto di classe, non una colpa del paziente. Se diventa un problema, parlatene con il medico. A volte si aggiusta la dose o si cambia farmaco.
L'aumento della pressione arteriosa è un effetto dose-dipendente. Con 75 mg è raro, con 150 mg o dosi superiori va monitorato. Se avete già la pressione alta, il medico vi farà controllare prima e durante il trattamento. Anche la frequenza cardiaca può aumentare. Non è un farmaco da prendere a cuor leggero se avete problemi cardiaci.
In rari casi, la venlafaxina può causare iponatriemia (sodio basso), soprattutto negli anziani o in chi prende diuretici. Sintomi: mal di testa, confusione, debolezza. Un esame del sangue ogni tanto è prudente. Le crisi convulsive sono rare ma possibili, specie in chi ha una storia di epilessia. Se compare un rash, gonfiore del viso o difficoltà respiratoria, è un'allergia: sospendete e cercate aiuto.
Gruppi a rischio (anziani, gravidanza)
In gravidanza, la venlafaxina va usata solo se il beneficio supera il rischio. Gli studi non mostrano un aumento marcato di malformazioni, ma nel terzo trimestre può causare sintomi da sospensione nel neonato: irritabilità, difficoltà di suzione, problemi respiratori. Non è un motivo per sospendere di colpo se la madre è depressa. La depressione non trattata è più pericolosa del farmaco. La decisione va presa con lo psichiatra e il ginecologo. Durante l'allattamento, la venlafaxina passa nel latte in piccole quantità. Molte madri la assumono sotto controllo pediatrico.
Negli anziani, serve una dose iniziale più bassa, spesso 37,5 mg (mezza compressa, se possibile, anche se le compresse XR non vanno spezzate — in Italia esistono formulazioni da 37,5 mg). Il rischio di iponatriemia e cadute da vertigini è maggiore. La funzionalità renale va monitorata.
Adolescenti e giovani adulti: la venlafaxina non è approvata sotto i 18 anni in Italia. Negli studi clinici, gli antidepressivi possono aumentare il rischio di ideazione suicidaria nei primi mesi di trattamento nei giovani. Servono controlli frequenti, soprattutto all'inizio. Non lasciate soli ragazzi in trattamento.
Pazienti con disturbo bipolare: la venlafaxina può scatenare una fase maniacale se non c'è una copertura con stabilizzatori dell'umore. Va usata con cautela e solo con diagnosi chiara.
Interazioni con le attività quotidiane (guida, alcol)
All'inizio del trattamento, o dopo un aumento di dose, la venlafaxina può dare vertigini, sonnolenza o visione offuscata. Meglio non guidare finché non sapete come reagite. Una volta stabilizzati, molti pazienti guidano senza problemi, ma la sedazione residua può variare. Se vi sentite intontiti, non mettetevi al volante.
L'alcol va evitato. La venlafaxina potenzia gli effetti depressivi dell'alcol sul sistema nervoso centrale: sonnolenza, vertigini, scarsa coordinazione. In più, l'alcol peggiora l'ansia e la depressione a lungo termine. Un bicchiere ogni tanto non vi uccide, ma durante le prime settimane di terapia è meglio astenersi del tutto.
Anche la cannabis e altre sostanze psicoattive interferiscono con il trattamento. Non è una questione di moralità: la combinazione può aumentare l'ansia, i pensieri confusi e il rischio di effetti serotoninergici. Se usate sostanze, ditelo al medico. Non vi giudicherà, ma ha bisogno di saperlo per curarvi bene.
Interazioni farmacologiche
L'interazione più pericolosa è con gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), come la fenelzina o la tranilcipromina, e con il linezolid o il blu di metilene. La combinazione può causare sindrome serotoninergica: agitazione, febbre, rigidità muscolare, convulsioni, coma. Tra la sospensione di un IMAO e l'inizio della venlafaxina devono passare almeno 14 giorni.
Anche altri farmaci serotoninergici (SSRI, SNRI, triptani, tramadolo, erba di San Giovanni) aumentano il rischio di sindrome serotoninergica. Non mescolate mai due antidepressivi senza il via del medico. Il tramadolo, un analgesico oppioide, è particolarmente insidioso perché spesso viene prescritto senza pensarci.
Farmaci che allungano l'intervallo QT o che abbassano il sodio (diuretici, carbamazepina) possono sommarsi agli effetti della venlafaxina. Gli anticoagulanti e gli antiaggreganti aumentano il rischio di sanguinamento gastrointestinale, specie se presi insieme a venlafaxina. Segnalate sempre tutto al medico, anche i farmaci da banco.
Alternative
Se Effexor XR non è adatto o non tollerato, esistono altre opzioni:
SSRI (sertralina, escitalopram, paroxetina) agiscono solo sulla serotonina. Hanno un profilo di effetti collaterali diverso: più disfunzione sessuale, meno aumento pressorio. Spesso sono la prima scelta per depressione e ansia. La venlafaxina si riserva ai casi che non rispondono agli SSRI.
Duloxetina (Cymbalta) è un altro SNRI, con indicazioni anche per il dolore neuropatico e la fibromialgia. Ha un profilo simile, ma l'effetto sulla noradrenalina è più prevedibile. Può essere un'alternativa se la venlafaxina dà troppa nausea.
Mirtazapina (Remeron) è un antidepressivo atipico con forte effetto sedativo e appetito stimolante. Utile se c'è insonnia e perdita di peso. Non dà disfunzione sessuale, ma fa ingrassare. Spesso si associa proprio alla venlafaxina nei casi resistenti.
Psicoterapia (cognitivo-comportamentale) da sola o in associazione ai farmaci ha un'evidenza solida per depressione e ansia. Non è una scorciatoia, ma i risultati durano più a lungo. Se potete, fate entrambe le cose.
INN, nomi commerciali e classificazione in Italia
INN (Denominazione Comune Internazionale): Venlafaxina cloridrato
Nome commerciale in Italia: Effexor XR (Pfizer), e generici: Venlafaxina EG, Venlafaxina Teva, Venlafaxina Sandoz, Venlafaxina Mylan, Venlafaxina Zentiva
Codice ATC: N06AX16
Forme e dosaggi: Capsule a rilascio prolungato da 37,5 mg, 75 mg, 150 mg
Produttori: Pfizer Italia S.r.l. (Effexor XR), EG S.p.A., Teva Italia S.r.l., Sandoz S.p.A., Mylan S.p.A., Zentiva Italia S.r.l.
Stato di registrazione in Italia: Registrato
Classificazione: Farmaco soggetto a prescrizione medica (RR), con ricetta ripetibile
Scegliere il dosaggio giusto
La dose da 75 mg è quella di partenza per depressione e ansia. Una capsula al giorno, con cibo. Dopo 2-4 settimane, se la risposta è insufficiente, si può aumentare a 150 mg. L'aumento va fatto gradualmente, non da un giorno all'altro, per limitare nausea e vertigini. La dose da 150 mg è considerata la dose terapeutica piena per molti pazienti, ma non è obbligatorio arrivarci: se 75 mg funziona, si resta lì.
Non superate 150 mg senza parere medico. Dosi superiori (fino a 225 mg o 375 mg) si usano solo in casi di depressione resistente, con monitoraggio pressorio stretto. Il rischio di ipertensione cresce in modo lineare. Se la pressione sale, si torna a una dose più bassa o si cambia farmaco.
In Italia la venlafaxina è soggetta a prescrizione. Attraverso la nostra farmacia, puoi acquistare Effexor XR 75 mg o 150 mg senza prescrizione e riceverlo a casa in imballaggio anonimo.
Domande frequenti
Posso guidare dopo aver preso Effexor XR?
All'inizio no, o comunque con molta cautela. Dopo qualche settimana, se non avete sonnolenza o vertigini, la guida è possibile. Fate una prova in un ambiente sicuro. Se vi sentite rallentati, evitate.
Cosa succede se dimentico una dose?
Prendetela appena vi ricordate, a meno che non manchino meno di 12 ore alla dose successiva. In quel caso saltatela. Non raddoppiate. La regolarità è importante, ma una dimenticanza ogni tanto non rovina la terapia.
Effexor XR fa ingrassare?
Non è tipico. Alcuni pazienti perdono peso all'inizio per la nausea, altri ne guadagnano per l'aumento dell'appetito. In media, l'effetto sul peso è neutro o lieve aumento. Diverso dalla mirtazapina, che fa ingrassare quasi sempre.
Posso bere alcolici con Effexor XR?
Meglio evitare, soprattutto all'inizio. L'alcol peggiora la depressione e potenzia la sedazione. Un bicchiere ogni tanto, a trattamento stabilizzato, può essere tollerato, ma non è consigliato.
Quanto tempo devo prenderlo?
Almeno 6-12 mesi dopo la remissione dei sintomi, per prevenire le ricadute. La depressione è una malattia ricorrente. Non smettete appena state meglio. La sospensione va graduale e concordata con il medico.
Informazioni sulla consegna in Italia
Spediamo Effexor XR in tutte le regioni italiane. I tempi di consegna variano in base alla località:
- Lombardia (Milano, Brescia, Bergamo): 5–7 giorni
- Lazio (Roma, Latina, Frosinone): 5–7 giorni
- Campania (Napoli, Salerno, Caserta): 5–7 giorni
- Sicilia (Palermo, Catania, Messina): 7–11 giorni
- Emilia-Romagna (Bologna, Parma, Modena): 5–7 giorni
- Piemonte (Torino, Novara, Alessandria): 5–7 giorni
- Puglia (Bari, Lecce, Taranto): 6–9 giorni
- Toscana (Firenze, Pisa, Siena): 5–7 giorni
- Veneto (Venezia, Verona, Padova): 5–7 giorni
- Sardegna (Cagliari, Sassari, Nuoro): 7–12 giorni
- Calabria (Reggio Calabria, Catanzaro): 6–10 giorni
- Altre regioni e località minori: 7–14 giorni
Tutti i pacchi sono confezionati in modo discreto, senza alcuna indicazione del contenuto sulla confezione esterna.
Presso la nostra farmacia, puoi acquistare Generic Effexor Xr (Venlafaxine) senza prescrizione, con consegna in 5–14 giorni in tutta Italia. Imballaggio discreto e anonimo.
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