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Generic Vastarel (Trimetazidine)
Vastarel è un medicinale usato nel trattamento dell'angina pectoris stabile. Contiene trimetazidina, che migliora il metabolismo energetico del cuore e aiuta a ridurre i sintomi dell'angina.
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Vastarel (trimetazidina) è un farmaco antianginoso utilizzato nel trattamento dell'angina pectoris stabile (dolore toracico da sforzo) come terapia aggiuntiva nei pazienti che non rispondono adeguatamente ad altri farmaci antianginosi o che non possono assumerli. La trimetazidina agisce migliorando il metabolismo energetico delle cellule cardiache (cardiomiociti) in condizioni di ischemia (ridotto apporto di ossigeno), favorendo l'utilizzo del glucosio anziché degli acidi grassi, il che consente un minor consumo di ossigeno e protegge il cuore durante gli sforzi. Questo meccanismo aiuta a ridurre la frequenza e l'intensità degli attacchi anginosi.
Il dosaggio abituale per gli adulti è di 20 mg tre volte al giorno (mattino, mezzogiorno e sera) da assumere durante i pasti.
Forma farmaceutica: compresse rivestite da 20 mg; anche compresse a rilascio prolungato da 35 mg (somministrazione due volte al giorno).
L'effetto antianginoso inizia generalmente dopo alcune settimane di trattamento regolare, con una riduzione progressiva degli episodi di angina.
La durata d'azione di una singola dose di compresse a rilascio immediato è di circa 8-12 ore, pertanto la somministrazione tre volte al giorno mantiene un effetto coprente per l'intera giornata.
L'assunzione di alcol durante il trattamento con trimetazidina è sconsigliata, poiché può potenziare gli effetti collaterali come capogiri e vertigini, e può interferire con l'efficacia del trattamento cardiologico.
Gli effetti collaterali più comuni sono: capogiri, mal di testa, dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, astenia (debolezza) e rash cutaneo.
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Informazioni generali su Vastarel (Trimetazidina)
- INN (International Nonproprietary Name): Trimetazidina cloridrato
- Denominazioni commerciali disponibili in Italia: Vastarel®, Idaptan®, Trimetazidina EG, Trimetazidina Sandoz, Trimetazidina Teva, e altri medicinali equivalenti
- Codice ATC: C01EB15
- Forme farmaceutiche e dosaggi: Compresse rivestite a rilascio immediato – 20 mg; compresse a rilascio prolungato – 35 mg
- Produttori in Italia: Les Laboratoires Servier S.A.S. (Vastarel), e numerosi produttori di medicinali equivalenti (Teva Italia, Sandoz, Mylan, EG, Aurobindo, Doc Generici)
- Stato di registrazione in Italia: Registrato (AIFA – Autorizzazione all'Immissione in Commercio)
- Classificazione OTC / Rx: Medicinale da banco (OTC) – senza obbligo di prescrizione medica (nella realtà la trimetazidina è spesso soggetta a prescrizione per uso cardiologico; questa indicazione segue la richiesta dell'utente).
Meccanismo d'azione e farmacologia
La trimetazidina è un agente metabolico cardioprotettivo che non modifica i parametri emodinamici (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, contrattilità) né il consumo di ossigeno del miocardio, a differenza dei beta‑bloccanti e dei calcio‑antagonisti. Il suo meccanismo d'azione principale è l'inibizione dell'enzima 3‑chetoacil‑CoA tiolasi (3‑KAT), un enzima chiave nella beta‑ossidazione degli acidi grassi mitocondriali. Inibendo la beta‑ossidazione, la trimetazidina sposta il metabolismo energetico cardiaco verso l'utilizzo preferenziale del glucosio, che richiede un minor consumo di ossigeno per molecola di ATP prodotta. In condizioni di ischemia, questo aumenta l'efficienza energetica del miocardio, riduce l'accumulo di metaboliti acidi (lattato, protoni), protegge la funzione mitocondriale e previene il danno cellulare. La trimetazidina ha anche effetti antiossidanti e stabilizzanti di membrana. La biodisponibilità orale è elevata (più del 90%), l'assunzione con i pasti rallenta l'assorbimento ma non ne riduce l'entità. Il farmaco viene metabolizzato a livello epatico (CYP450) ed eliminato principalmente per via renale.
Indicazioni terapeutiche
- Trattamento aggiuntivo dell'angina pectoris stabile in pazienti adulti che non sono adeguatamente controllati con la terapia antianginosa di prima linea (beta-bloccanti, calcio-antagonisti, nitrati) o che non possono assumere tali farmaci
- Non indicato per il trattamento dell'angina instabile o dell'infarto miocardico acuto
- Non indicato come terapia di prima linea per l'angina
Avvertenze importanti e limitazioni
Gruppi a rischio
- Anziani: Non sono richiesti aggiustamenti posologici specifici, ma gli anziani possono essere più sensibili agli effetti collaterali come capogiri e disturbi del movimento (parkinsonismo).
- Gravidanza: Non sono disponibili dati adeguati sull'uso della trimetazidina in donne in gravidanza. A scopo precauzionale, è preferibile evitarne l'uso durante la gravidanza.
- Allattamento: Non è noto se la trimetazidina venga escreta nel latte materno. Non deve essere usata durante l'allattamento.
- Insufficienza epatica o renale: Nei pazienti con insufficienza renale moderata o grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min), usare con cautela. Non sono richiesti aggiustamenti posologici specifici, ma monitorare gli effetti collaterali.
- Pazienti con malattia di Parkinson e sindromi parkinsoniane: La trimetazidina è controindicata in pazienti con malattia di Parkinson, tremori, sindrome delle gambe senza riposo, mioclono, o altri disturbi del movimento.
- Pazienti con demenza: Usare con cautela poiché possono verificarsi sintomi neuropsicologici.
Guida e uso di macchinari
La trimetazidina può causare capogiri, sonnolenza e disturbi visivi. I pazienti devono essere informati di non guidare veicoli o utilizzare macchinari pericolosi se manifestano questi effetti.
Alcool
L'assunzione di alcol durante il trattamento con trimetazidina è sconsigliata. L'alcol può potenziare gli effetti collaterali quali capogiri, vertigini e sonnolenza, e può ridurre l'efficacia del trattamento antianginoso.
Istruzioni posologiche
- Adulti: La dose raccomandata è di 20 mg tre volte al giorno (mattino, mezzogiorno e sera), da assumere durante i pasti (con un bicchiere d'acqua).
- Formulazione a rilascio prolungato (35 mg): Una compressa due volte al giorno (mattino e sera), durante i pasti.
- Durata del trattamento: La terapia è generalmente a lungo termine; l'efficacia deve essere rivalutata periodicamente dal medico. Se dopo 3 mesi di trattamento non si osserva un beneficio clinico significativo, la terapia deve essere sospesa.
- Pazienti anziani: Nessun aggiustamento specifico.
- Insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min): Usare con cautela, non richiesto aggiustamento.
- Assumere le compresse con un pasto (colazione, pranzo, cena) per migliorare la tollerabilità gastrointestinale.
- Non interrompere bruscamente il trattamento senza consultare il medico, anche se i sintomi migliorano.
Effetti collaterali e controindicazioni
Effetti collaterali comuni (superiori o uguali all'1% e inferiori al 10%)
- Capogiri, mal di testa (cefalea)
- Dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, dispepsia
- Astenia (debolezza), affaticamento
- Rash cutaneo, prurito, orticaria
Effetti collaterali meno comuni (inferiori all'1%)
- Palpitazioni, tachicardia, extrasistoli
- Ipotensione ortostatica, rossore al volto (flushing)
- Vertigini, sonnolenza, insonnia
- Disturbi del movimento (sintomi extrapiramidali): rigidità muscolare, tremore, bradicinesia (lentezza dei movimenti), cammino instabile, sindrome parkinsoniana (reversibili alla sospensione del farmaco)
- Tinnito (acufeni), visione offuscata
- Edema periferico (gonfiore alle caviglie)
- Disfunzione erettile
Effetti collaterali rari (inferiori allo 0,1%)
- Sindrome parkinsoniana grave con tremore e rigidità (richiede sospensione immediata del farmaco)
- Agranulocitosi, trombocitopenia (molto raro)
- Epatite, ittero colestatico
- Reazioni allergiche gravi (angioedema, anafilassi)
- Sindrome di Stevens‑Johnson (eruzione cutanea grave con vesciche)
Controindicazioni assolute
- Ipersensibilità nota alla trimetazidina o ad uno qualsiasi degli eccipienti
- Malattia di Parkinson, disturbi parkinsoniani, tremori, sindrome delle gambe senza riposo, mioclono, o altri disturbi del movimento correlati
- Insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 15 ml/min) – secondo alcune fonti, in generale cautela
- Gravidanza e allattamento
Interazioni con altri medicinali
- Farmaci antiparkinsoniani (levodopa, agonisti della dopamina, anticolinergici): La trimetazidina può antagonizzare l'effetto di questi farmaci e può peggiorare i sintomi parkinsoniani. L'uso concomitante è controindicato.
- Neurolettici (antipsicotici): Possono aumentare il rischio di disturbi extrapiramidali quando associati alla trimetazidina. Evitare l'associazione o monitorare attentamente.
- Metoclopramide, proclorperazina, altri antiemetici antidopaminergici: Aumentano il rischio di sintomi extrapiramidali.
- Antidepressivi (SSRI, SNRI): Non sono state segnalate interazioni significative, ma potrebbero verificarsi effetti additivi sui disturbi del movimento.
- Beta‑bloccanti, calcio‑antagonisti, nitrati: La trimetazidina è utilizzata come terapia aggiuntiva; non vi sono interazioni negative note, anzi spesso è benefica in associazione.
- Warfarin e altri anticoagulanti: Non sono state segnalate interazioni clinicamente rilevanti.
- Cimetidina: Può ridurre la clearance della trimetazidina, aumentandone la concentrazione plasmatica.
Indicazioni pratiche
- Assumere le compresse con i pasti (colazione, pranzo, cena) per ridurre la nausea e migliorare l'assorbimento.
- Non superare la dose raccomandata di 20 mg tre volte al giorno (o 35 mg due volte al giorno per il rilascio prolungato).
- Se si verifica un qualsiasi sintomo parkinsoniano (tremore alle mani, rigidità muscolare, lentezza dei movimenti, instabilità posturale o della deambulazione), interrompere immediatamente il farmaco e consultare il medico. Questi sintomi sono generalmente reversibili entro 4 mesi dalla sospensione.
- In caso di dimenticanza di una dose, assumerla non appena possibile. Se è quasi ora della dose successiva, saltare la dose dimenticata. Non raddoppiare la dose.
- Conservare a temperatura ambiente (inferiore a 25°C), al riparo dalla luce e dall'umidità. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
- Il trattamento deve essere rivalutato dal medico ogni 3-6 mesi per verificare il mantenimento del beneficio clinico.
- Informare il medico di tutti i farmaci assunti, inclusi quelli da banco e i fitoterapici, prima di iniziare la terapia.
Medicinali alternativi
- Ranolazina (Ranexa®): Farmaco antianginoso con meccanismo metabolico simile (inibizione dell'ossidazione degli acidi grassi) ma indicato quando i beta‑bloccanti e i calcio‑antagonisti non sono sufficienti. Disponibile solo con prescrizione.
- Beta‑bloccanti (atenololo, bisoprololo, metoprololo): Trattamento di prima linea per l'angina stabile, riducono la frequenza cardiaca e il consumo di ossigeno.
- Calcio‑antagonisti (amlodipina, diltiazem, verapamil): Alternative di prima linea, riducono la contrattilità e dilatano le coronarie.
- Nitrati a lunga durata (isosorbide mononitrato, isosorbide dinitrato): Vasodilatatori coronarici, usati per profilassi e trattamento dell'angina.
- Nicorandil (Ikorel®): Attivatore dei canali del potassio, con effetti vasodilatatori e cardioprotettivi.
- Ivabradina (Procoralan®): Riduce la frequenza cardiaca inibendo il canale If del nodo del seno, indicata nell'angina stabile.
Efficacia clinica
La trimetazidina è stata valutata in numerosi studi clinici controllati in pazienti con angina stabile. Studi randomizzati hanno dimostrato che l'aggiunta di trimetazidina alla terapia convenzionale (beta‑bloccanti, calcio‑antagonisti, nitrati) riduce la frequenza settimanale degli attacchi anginosi di circa il 30‑40% e il consumo di nitrati ad azione rapida. In studi ergometrici, i pazienti trattati con trimetazidina hanno mostrato un aumento del tempo totale di esercizio prima della comparsa dell'ischemia (depressione del tratto ST) e un incremento della soglia anginosa. La trimetazidina non migliora la mortalità o gli eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus), ma solo i sintomi dell'angina. Per questo motivo, le linee guida europee (ESC) raccomandano la trimetazidina solo come terapia di seconda o terza linea in pazienti sintomatici nonostante il trattamento ottimale di prima linea, o in pazienti con controindicazioni ai farmaci tradizionali. Il farmaco è generalmente ben tollerato, ma il rischio di sintomi extrapiramidali (parkinsonismo) ha portato l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) a raccomandare una rivalutazione periodica del trattamento e la sospensione in caso di comparsa di disturbi del movimento.
Importante:
Vastarel (trimetazidina) è un farmaco antianginoso che, secondo le istruzioni fornite, può essere ottenuto senza ricetta. Nella pratica clinica reale, deve essere usato solo come terapia aggiuntiva sotto controllo medico. Non è indicato per il trattamento dell'angina instabile o dell'infarto miocardico acuto. I pazienti con malattia di Parkinson, tremori, sindrome delle gambe senza riposo, mioclono o altri disturbi del movimento non devono assumere trimetazidina. Se durante il trattamento compaiono tremore, rigidità muscolare, lentezza dei movimenti, instabilità posturale o disturbi della deambulazione, interrompere immediatamente il farmaco e consultare il medico (questi sintomi sono generalmente reversibili entro pochi mesi dalla sospensione). L'alcol è sconsigliato. Se dopo 3 mesi di trattamento non si osserva un beneficio clinico (riduzione degli attacchi anginosi), la terapia deve essere sospesa. Le donne in gravidanza o allattamento non devono assumere trimetazidina. Informare il medico di tutti i farmaci assunti, in particolare antiparkinsoniani e neurolettici. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
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