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Venlafaxine

Generic Venlafaxine

Venlafaxine viene uasto per trattamento di grave depressione o disturbi di ansietà generalizzata.

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Nella nostra farmacia italiana è possibile ottenere Venlafaxina senza ricetta medica (da banco), con consegna in tutta Italia entro 5‑14 giorni. Confezione discreta e anonima.
Venlafaxina è un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), utilizzato per il trattamento della depressione maggiore e dei disturbi d'ansia come il disturbo d'ansia generalizzato, il disturbo d'ansia sociale (fobia sociale) e il disturbo da panico con o senza agorafobia. Il principio attivo agisce bloccando il riassorbimento (reuptake) della serotonina e della noradrenalina a livello presinaptico, aumentando la concentrazione di questi neurotrasmettitori nella fessura sinaptica e migliorando la trasmissione nervosa. L'azione della venlafaxina è dose‑dipendente: a basse dosi (fino a 150 mg/giorno) agisce prevalentemente sulla serotonina, a dosi medio‑alte (150‑300 mg/giorno) anche sulla noradrenalina, e a dosi elevate (oltre 300 mg/giorno) può inibire debolmente anche la ricaptazione della dopamina.
Il dosaggio per il trattamento della depressione maggiore negli adulti è di 75 mg una volta al giorno nella formulazione a rilascio prolungato; nei pazienti che non rispondono, la dose può essere aumentata gradualmente fino a un massimo di 375 mg al giorno. Per il disturbo d'ansia generalizzato, la dose iniziale è di 75 mg al giorno, con incrementi possibili fino a 225 mg al giorno. Per il disturbo di panico, si può iniziare con 37,5 mg al giorno per 7 giorni, aumentando poi a 75 mg al giorno. Le formulazioni a rilascio immediato richiedono la somministrazione di 75 mg al giorno in due o tre dosi frazionate.
La venlafaxina è disponibile in capsule rigide a rilascio prolungato da 37,5 mg, 75 mg, 150 mg e 225 mg, e in compresse a rilascio immediato. Il farmaco va assunto per via orale con un bicchiere d'acqua durante i pasti, deglutendo le capsule intere senza aprirle o masticarle.
L'inizio dell'azione terapeutica si manifesta generalmente dopo 2‑3 settimane di trattamento, con un miglioramento significativo della sintomatologia depressiva o ansiosa che può richiedere fino a 4‑6 settimane.
Grazie alla formulazione a rilascio prolungato, una singola somministrazione giornaliera mantiene concentrazioni plasmatiche terapeutiche per l'intera giornata. L'emivita di eliminazione della venlafaxina è di 3‑7 ore, mentre quella del suo metabolita attivo (O‑desmetilvenlafaxina) è di circa 9‑11 ore.
L'assunzione di alcol è severamente sconsigliata durante il trattamento con venlafaxina, poiché può aumentare gli effetti sedativi e il rischio di effetti collaterali come capogiri, sonnolenza e riduzione della capacità di guidare, oltre a peggiorare i sintomi depressivi e ansiosi.
Gli effetti collaterali più comuni sono nausea, bocca secca, cefalea, sudorazione eccessiva, capogiri, insonnia o sonnolenza, stitichezza e affaticamento.
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Informazioni generali su Venlafaxina

  • INN (International Nonproprietary Name): Venlafaxina cloridrato
  • Denominazioni commerciali disponibili in Italia: Efexor®, Zarelis®, Faxine®, Ixilania®, Venlafaxina ABC, Alter, Aurobindo, Doc Generici, EG, Eurogenerici, Germed, Laboratori, Mylan, Pfizer, Ranbaxy Generici, Sandoz, Sun, Teva, Zentiva e numerosi altri medicinali equivalenti
  • Codice ATC: N06AX16
  • Forme farmaceutiche e dosaggi: Capsule rigide a rilascio prolungato – 37,5 mg, 75 mg, 150 mg, 225 mg; compresse a rilascio immediato – 37,5 mg, 50 mg, 75 mg
  • Produttori in Italia: Diversi titolari AIC tra cui Pfizer Italia S.r.l. (Efexor), Italfarmaco S.p.A. (Zarelis), EG S.p.A. (EG Stada), Teva Italia S.r.l., Sandoz S.p.A., Mylan Italia S.r.l., Sun Pharmaceutical Industries (Europe) B.V., Zentiva Italia S.r.l., Aurobindo Pharma Italia Srl, Doc Generici S.r.l., Fidia Farmaceutici S.p.A., e altri produttori di medicinali equivalenti
  • Stato di registrazione in Italia: Registrato (AIFA – Autorizzazione all'Immissione in Commercio)
  • Classificazione OTC / Rx: Medicinale soggetto a prescrizione medica (Ricetta RR – ripetibile, classe A a carico del SSN)

Meccanismo d'azione e farmacologia

La venlafaxina è un potente inibitore della ricaptazione della serotonina (5‑HT) e della noradrenalina (NA). Il suo esatto meccanismo d'azione nel trattamento dei disturbi psichiatrici non è completamente noto, ma si ritiene che l'aumento della trasmissione serotoninergica e noradrenergica nel sistema nervoso centrale sia alla base dell'effetto antidepressivo e ansiolitico. La venlafaxina inibisce selettivamente il trasportatore della serotonina (SERT) e, a dosi più elevate, anche il trasportatore della noradrenalina (NET). A differenza di molti altri antidepressivi, la venlafaxina non ha affinità significativa per i recettori muscarinici, adrenergici, istaminici o dopaminergici, il che spiega il suo profilo di effetti collaterali generalmente favorevole. La biodisponibilità orale è di circa il 45%. Il farmaco viene ampiamente metabolizzato a livello epatico, principalmente dall'enzima CYP2D6, nel suo metabolita attivo O‑desmetilvenlafaxina, che contribuisce all'effetto terapeutico. Sia la venlafaxina che il suo metabolita attivo vengono eliminati per via renale.

Indicazioni terapeutiche

  • Trattamento degli episodi di depressione maggiore (disturbo depressivo maggiore) negli adulti
  • Prevenzione delle recidive degli episodi di depressione maggiore
  • Trattamento del disturbo d'ansia generalizzato (GAD)
  • Trattamento del disturbo d'ansia sociale (fobia sociale, DAS)
  • Trattamento del disturbo da panico, con o senza agorafobia

Avvertenze importanti e limitazioni

Gruppi a rischio

  • Anziani: Non sono necessari aggiustamenti posologici specifici sulla sola base dell'età, ma la funzione renale può essere ridotta; si raccomanda di valutare la clearance della creatinina. Gli anziani possono essere più sensibili agli effetti collaterali, in particolare all'iponatriemia e alle cadute.
  • Gravidanza: La venlafaxina deve essere usata in gravidanza solo se il beneficio atteso per la madre giustifica il potenziale rischio per il feto. Studi epidemiologici non hanno mostrato un aumento significativo del rischio di malformazioni maggiori, ma nel terzo trimestre l'esposizione può causare sintomi da astinenza nel neonato (irritabilità, difficoltà di alimentazione, distress respiratorio). La sospensione improvvisa non è raccomandata.
  • Allattamento: La venlafaxina e il suo metabolita attivo sono escreti nel latte materno. Il rischio per il neonato non può essere escluso. La decisione di continuare o interrompere l'allattamento deve tenere conto del beneficio dell'allattamento per il bambino e del beneficio del trattamento per la madre.
  • Insufficienza renale: La dose deve essere ridotta del 25‑50% nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min (insufficienza renale grave). In caso di emodialisi, la dose deve essere ridotta del 50%.
  • Insufficienza epatica: La dose deve essere ridotta del 50% nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (Child‑Pugh A o B). L'uso nei pazienti con insufficienza epatica grave (Child‑Pugh C) non è raccomandato.
  • Bambini e adolescenti (età inferiore a 18 anni): La venlafaxina non deve essere usata in bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni, tranne che per le indicazioni espressamente approvate. L'uso in questa fascia di età è associato a un aumentato rischio di comportamenti suicidari e ostilità.
  • Rischio di suicidio: I pazienti con depressione maggiore possono manifestare un peggioramento dei sintomi depressivi e/o l'emergere di ideazione suicidaria o comportamenti suicidari indipendentemente dall'assunzione di antidepressivi. Questo rischio persiste fino a quando non si verifica una remissione significativa. I pazienti devono essere attentamente monitorati, in particolare all'inizio del trattamento e in caso di variazioni posologiche.

Guida e uso di macchinari

La venlafaxina può causare capogiri, sonnolenza o offuscamento della vista. I pazienti devono essere informati di non guidare veicoli o utilizzare macchinari pericolosi se manifestano questi effetti.

Alcool

L'assunzione di alcol durante il trattamento con venlafaxina è severamente sconsigliata. L'alcol può aumentare gli effetti sedativi e il rischio di effetti collaterali come capogiri e sonnolenza, e può peggiorare la depressione e l'ansia. Nei casi più gravi, l'associazione può portare a stanchezza estrema e perdita di coscienza.

Istruzioni posologiche

  • Depressione maggiore (adulti): La dose iniziale raccomandata della formulazione a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. Nei pazienti che non rispondono alla dose iniziale, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 375 mg al giorno. Gli incrementi di dose devono essere effettuati ad intervalli di almeno 2 settimane (o non meno di 4 giorni se clinicamente necessario). La minima dose efficace deve essere mantenuta. Il trattamento deve proseguire per almeno 6 mesi dopo la remissione dei sintomi per prevenire le recidive.
  • Disturbo d'ansia generalizzato (adulti): La dose iniziale raccomandata di venlafaxina a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. Nei pazienti che non rispondono, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 225 mg al giorno, con incrementi ad intervalli di almeno 2 settimane.
  • Disturbo d'ansia sociale (adulti): La dose iniziale è di 75 mg una volta al giorno. Non vi è evidenza che dosi superiori siano più efficaci, ma in alcuni pazienti la dose può essere aumentata fino a 225 mg al giorno.
  • Disturbo da panico (adulti): La dose iniziale raccomandata è di 37,5 mg una volta al giorno per 7 giorni, seguita da 75 mg una volta al giorno. Nei pazienti che non rispondono, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 225 mg al giorno.
  • Formulazioni a rilascio immediato: La dose iniziale raccomandata è di 75 mg al giorno in due o tre dosi separate da assumere con il cibo. La dose può essere aumentata fino a 375 mg al giorno. Le compresse a rilascio immediato non devono essere masticate o frantumate.
  • Popolazioni speciali:
    • Insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min): ridurre la dose del 25‑50%.
    • Insufficienza epatica lieve o moderata (Child‑Pugh A o B): ridurre la dose del 50%.
    • Insufficienza epatica grave (Child‑Pugh C): uso non raccomandato.
    • Anziani: nessun aggiustamento specifico, ma considerare la riduzione della funzione renale.
  • Sospensione del trattamento: L'interruzione improvvisa della venlafaxina può causare sintomi di astinenza (capogiri, disturbi del sonno, irritabilità, cefalea, nausea, ansia). La sospensione deve essere effettuata gradualmente, riducendo la dose nell'arco di diverse settimane o mesi secondo il giudizio del medico.

Effetti collaterali e controindicazioni

Effetti collaterali molto comuni (superiori al 10%)

  • Nausea (fino al 30‑40% all'inizio del trattamento, tende a diminuire con il tempo)

Effetti collaterali comuni (superiori o uguali all'1% e inferiori al 10%)

  • Bocca secca, cefalea, sudorazione eccessiva, capogiri
  • Insonnia, sonnolenza, affaticamento
  • Stitichezza, perdita di appetito
  • Ipertensione (dose‑dipendente, più frequente a dosi superiori a 300 mg/die)
  • Palpitazioni, tachicardia
  • Visione offuscata, midriasi
  • Disfunzione sessuale (ritardo dell'eiaculazione, disfunzione erettile, anorgasmia)
  • Vomito, diarrea
  • Agitazione, nervosismo, sogni anomali

Effetti collaterali rari (inferiori all'1%)

  • Iponatriemia (soprattutto negli anziani), sindrome da inappropriata secrezione di ADH (SIADH)
  • Prolungamento dell'intervallo QT, fibrillazione atriale
  • Convulsioni, sindrome serotoninergica (confusione, agitazione, febbre, rigidità muscolare, mioclono)
  • Eruzione cutanea, reazioni allergiche, angioedema
  • Aumento degli enzimi epatici, epatite
  • Glaucoma ad angolo stretto

Effetti collaterali molto rari (inferiori allo 0,1%)

  • Sindrome di Stevens‑Johnson, necrolisi epidermica tossica
  • Pancreatite
  • Rabdomiolisi
  • Neutropenia, trombocitopenia, anemia
  • Reazioni anafilattiche

Controindicazioni assolute

  • Ipersensibilità nota al principio attivo (venlafaxina cloridrato) o a uno qualsiasi degli eccipienti
  • Trattamento concomitante con inibitori irreversibili delle monoamminossidasi (I‑MAO) o uso nelle ultime 2 settimane (rischio di sindrome serotoninergica grave). Analogamente, dopo la sospensione della venlafaxina, è necessario attendere almeno 7 giorni prima di iniziare un I‑MAO.
  • Glaucoma ad angolo stretto non trattato

Interazioni con altri medicinali

  • Inibitori delle monoamminossidasi (MAO‑I) (es. fenelzina, tranilcipromina, selegilina, moclobemide): Controindicati a causa del rischio di sindrome serotoninergica potenzialmente fatale. Deve intercorrere un intervallo di almeno 14 giorni tra la sospensione del MAO‑I e l'inizio della venlafaxina, e di almeno 7 giorni tra la sospensione della venlafaxina e l'inizio del MAO‑I.
  • Altri agenti serotoninergici (altri SSRI/SNRI, triptani, tramadolo, fentanil, litio, erba di San Giovanni, L‑triptofano): Aumentano il rischio di sindrome serotoninergica. Evitare l'associazione o usare con estrema cautela e monitorare i sintomi.
  • Anticoagulanti orali (warfarin, acenocumarolo): La venlafaxina può aumentare l'effetto anticoagulante e il rischio di sanguinamento. Monitorare l'INR e i segni di sanguinamento.
  • FANS, aspirina, altri antiaggreganti piastrinici: Aumentano il rischio di sanguinamento gastrointestinale e altre emorragie.
  • Farmaci che prolungano l'intervallo QT (antiaritmici di classe IA e III, macrolidi, chinoloni, antipsicotici, metadone): Il rischio di torsione di punta è aumentato. Evitare l'associazione o monitorare l'ECG.
  • Metoprololo, altri farmaci metabolizzati dal CYP2D6 (propafenone, flecainide, alcuni antipsicotici): La venlafaxina inibisce il CYP2D6 e può aumentare le concentrazioni di questi farmaci.
  • Alcol: Può potenziare gli effetti sedativi e peggiorare i sintomi depressivi/ansiosi. L'assunzione è sconsigliata.
  • Cimetidina: Riduce la clearance della venlafaxina; può essere necessario un aggiustamento della dose.
  • Ketoconazolo, itraconazolo (inibitori del CYP3A4): Possono aumentare le concentrazioni di venlafaxina e del suo metabolita; usare con cautela.
  • Carbamazepina, rifampicina (induttori del CYP3A4): Possono ridurre le concentrazioni di venlafaxina; può essere necessario un aumento della dose.

Indicazioni pratiche

  • Assumere la venlafaxina alla stessa ora ogni giorno, preferibilmente durante i pasti, per ridurre la nausea e altri effetti gastrointestinali.
  • Deglutire le capsule a rilascio prolungato intere, senza aprirle, masticarle o frantumarle. Le compresse a rilascio immediato devono essere ingerite intere con un bicchiere d'acqua.
  • La nausea è comune nelle prime settimane di trattamento; tende a diminuire con la continuazione della terapia. Assumere il farmaco con il cibo può aiutare.
  • Non interrompere bruscamente il trattamento, poiché ciò può causare sintomi di astinenza (capogiri, disturbi del sonno, irritabilità, cefalea, nausea). La sospensione deve essere graduale, seguendo le indicazioni del medico.
  • Monitorare regolarmente la pressione arteriosa, soprattutto durante i periodi di aumento della dose o in pazienti con ipertensione preesistente. La venlafaxina può causare un aumento dose‑dipendente della pressione arteriosa.
  • Informare il medico se si verificano pensieri suicidari, peggioramento della depressione, comportamenti insoliti, agitazione, irritabilità o ansia.
  • In caso di dimenticanza di una dose, assumerla non appena possibile. Se è quasi ora della dose successiva, saltare la dose dimenticata. Non raddoppiare la dose.
  • Conservare a temperatura ambiente (inferiore a 25°C), al riparo dalla luce e dall'umidità. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
  • Il trattamento deve essere continuato per almeno 6 mesi dopo la remissione dei sintomi per prevenire le recidive.

Medicinali alternativi

  • Duloxetina (Cymbalta®, Xeristar®): SNRI ad ampio spettro, indicato per depressione maggiore, disturbo d'ansia generalizzato, dolore neuropatico diabetico e fibromialgia. Ha un profilo di effetti collaterali simile ma una maggiore incidenza di nausea e secchezza delle fauci all'inizio del trattamento.
  • Desvenlafaxina (Pristiq®): Metabolita attivo della venlafaxina, con un profilo farmacocinetico più prevedibile. Indicato per la depressione maggiore. Spesso meglio tollerato in termini di nausea.
  • Sertralina (Zoloft®, Lustral®): SSRI di prima linea per depressione e disturbi d'ansia, con un profilo di effetti collaterali favorevole e minori interazioni farmacologiche. Spesso meglio tollerato della venlafaxina all'inizio.
  • Escitalopram (Cipralex®, Lexapro®): SSRI ad alta selettività, eccellente tollerabilità e poche interazioni. Efficace per depressione e disturbi d'ansia.
  • Paroxetina (Seroxat®, Sereupin®): SSRI efficace per depressione e disturbi d'ansia, ma associato a maggiori effetti collaterali (aumento di peso, disfunzione sessuale, sindrome da astinenza).
  • Fluoxetina (Prozac®, Fluoxetina EG): SSRI con lunga emivita, utile in caso di scarsa compliance. Può causare agitazione all'inizio del trattamento.
  • Vortioxetina (Brintellix®): Antidepressivo multimodale con effetti favorevoli sulla funzione cognitiva e minore impatto sulla funzione sessuale, ma più costoso.

Efficacia clinica

La venlafaxina è uno degli SNRI più studiati e ha dimostrato efficacia superiore al placebo in numerosi studi clinici randomizzati controllati per il trattamento della depressione maggiore. In una meta‑analisi che ha incluso oltre 4.000 pazienti, la venlafaxina ha mostrato tassi di remissione (riduzione del punteggio HAM‑D di almeno il 50%) significativamente più elevati rispetto ai placebo (circa 45‑50% vs 25‑35% dopo 8‑12 settimane). Per il disturbo d'ansia generalizzato, studi a 8 e 26 settimane hanno dimostrato una riduzione dei punteggi di ansia (scala HAM‑A) del 40‑60% con venlafaxina 75‑225 mg/die, contro il 20‑30% con placebo. Nel disturbo da panico, la venlafaxina ha ridotto la frequenza degli attacchi di panico di oltre il 50% in 12 settimane in due studi controllati. Rispetto agli SSRI, alcune meta‑analisi suggeriscono una maggiore efficacia della venlafaxina nei pazienti con depressione resistente o con sintomi ansiosi prominenti. Tuttavia, la venlafaxina è associata a un tasso più elevato di interruzione per effetti collaterali (principalmente nausea e ipertensione) e a un rischio maggiore di sindrome da astinenza alla sospensione rispetto agli SSRI. Le linee guida NICE e APA raccomandano la venlafaxina come opzione di seconda linea per la depressione dopo gli SSRI, ma di prima linea nei casi di depressione grave o associata ad ansia marcata.

Importante:

La venlafaxina è un farmaco soggetto a prescrizione medica che deve essere utilizzato esclusivamente sotto controllo specialistico. Non deve essere assunto da bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni. I pazienti con depressione maggiore devono essere attentamente monitorati per il rischio di peggioramento dei sintomi e ideazione suicidaria, in particolare all'inizio del trattamento e in caso di variazioni posologiche. L'assunzione di alcol è severamente sconsigliata. La sospensione improvvisa della venlafaxina può causare sintomi di astinenza gravi (capogiri, disturbi del sonno, irritabilità, cefalea, nausea); la sospensione deve essere sempre graduale, seguendo le indicazioni del medico. In caso di comparsa di sintomi come confusione, agitazione, febbre, rigidità muscolare, palpitazioni, grave cefalea o eruzioni cutanee, interrompere il trattamento e consultare immediatamente un medico. Le donne in gravidanza o allattamento devono informare il medico prima dell'uso. La venlafaxina può causare ipertensione dose‑dipendente; è necessario monitorare regolarmente la pressione arteriosa. Non interrompere il trattamento senza aver prima consultato il medico.


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